Una crisi iniziata nel 2008

Rischio strage negozianti: una realtà iniziata da oltre 10 anni, in particolare dal 2008 ad oggi.

La crisi del coronavirus rischia di degenerare in una strage senza controllo.

La crisi economica del 2008 ha generato una riduzione dei redditi complessivi della popolazione che conseguentemente ha immesso nel commercio una massa monetaria inferiore.

Contemporaneamente l’avvento di Big Player della vendita online, come ad esempio Amazon, o della grande distribuzione organizzata, hanno messo i prezzi dei negozianti e i loro fatturati sotto pressione.

Negli ultimi 10 anni, secondo confcommercio il numero complessivo dei punti al dettaglio è sceso del 12%, facendo di fatto sparire oltre 70 mila negozi.

Una potenziale strage di commercianti nel 2020

L’attuale crisi sanitaria rischia concretamente di piegare con una forza brutale un settore, quello dei piccoli commercianti, che appare poco unito, e che nonostante rappresenti una massa produttiva che vale miliardi, essendo disgregato non riesce ad esercitare il potere contrattuale che potrebbe avere se vi fosse un’unione più solida.

Commercio in crisi strage di negozi

Chi ne trae vantaggio

Le vendite della grande distribuzione organizzata (GDO) continuano a crescere con tassi a doppia cifra. I big dell’ecommerce vanno ancora meglio: e se questi operatori guadagnano chi perde? I commercianti di quartiere!

Una trasformazione in atto da tempo che si è compiuta definitivamente

E’ ovvio che i record di vendita della GDO  e dei colossi della vendita online rispecchino la trasformazione della vita degli italiani: sono ormai quasi 40 milioni gli italiani che comprano online.

Non vogliono alzare il telefono, vogliono comprare da casa, dall’ufficio, e non hanno paura del web: questo è un tema poco compreso dal piccolo commercio locale che rimane ancora passivo rispetto al tema della vendita online.

I commercianti di quartiere, anche del genere alimentare, hanno una grossa sfida che ne vale la sopravvivenza: reagire all’ecommerce dominando il sistema dall’interno invece che subire una sconfitta dall’esterno.

Un’armata invincibile che non si è ancora attivata

I commercianti sono milioni, hanno la fiducia dei cittadini, e se accettassero di unirsi tutti quanti su un “quartiere virtuale” veicolerebbero nel loro spazio ecommerce una massa di traffico superiore a quella generata da Amazon, potendo cosi finalmente governare il processo di cambiamento.

Questa è la nostra proposta: Commercianti riappropriamoci della nostra economia!

Cosa rischiamo se non reagiremo correttamente ai cambiamenti?

Città più buie, con meno servizi e vetrine spente. Dunque con una qualità della vita più bassa. Non è un romanzo di fantascienza ma la possibile realtà che si sta configurando nelle nostre città

Confcommercio nella ricerca mette anche in luce un aspetto solitamente dimenticato: la desertificazione commerciale genera disagio sociale.

La crisi in arrivo per il coronavirus può far saltare le stime sul Pil.  E rendere inevitabile l’aumento mostruoso dell’Iva: 46 miliardi di euro. 

Quartiereacasa.it è dalla parte del cittadino e del commercio locale, partecipa al cambiamento, insieme possiamo riappropriarci del nostro futuro.

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